Care e cari tutt*

 

il 23 marzo dello scorso anno avete aderito all’iniziativa dell’Urlo della scuola-bene-comune.

 

Da quell’Urlo è nata una Carta e da oggi un nuovo sito web (http://www.urlodellascuola.it) da usare collettivamente come mezzo per riflettere e organizzare le iniziative che riterremo utili. Ci eravamo impegnati, a rilanciare l’Urlo della-scuola-bene-comune per farne una iniziativa ricorrente: “fino a che ce ne fosse stato bisogno” avevamo detto, “una sorta di 25 aprile dell’istruzione pubblica”.

 

Giungiamo con imperdonabile ritardo a dare voce a quell’impegno ma non è stata la stanchezza né la mancanza di convinzione a rallentare il nostro cammino bensì la possibilità, concreta questa volta, di URLARE attraverso un referendum comunale di enorme rilevanza, indetto a Bologna per il 26 maggio.

 

Quel giorno e per la prima volta, i residenti di una città simbolo per la qualità delle sue passate politiche scolastiche, si recheranno alle urne per rispondere al seguente quesito referendario:

 

“Quale, fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole di infanzia paritaria a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?

a) utilizzarle per le scuole comunali e statali

b) utilizzarle per le scuole paritarie private”

 

I cittadini bolognesi potranno decidere a chi destinare le risorse pubbliche comunali, se alle scuole pubbliche o alle paritarie private.

 

Il risultato che uscirà dalle urne costituirà nei fatti un vero e proprio “gesto di governo”, un riferimento insuperabile per le future politiche scolastiche dell’Amministrazione comunale.

 

La città è invitata a barrare l’opzione A per dire forte e chiaro che l’articolo 33 della nostra Costituzione deve essere rispettato nella sua ratio e nel suo spirito più autentico, “senza oneri per lo Stato”.

 

La politica locale ne dovrà tenere conto. La politica nazionale guarderà forse con apprensione ma ne dovrà prendere atto. Molte altre città potrebbero seguire, molti altri cittadini e cittadine potrebbero potenzialmente diventare latori del messaggio che uscirà dalle urne il 26 maggio a Bologna.

 

Questo potrebbe essere il primo passo nella direzione che indicammo lo scorso anno nei 10 punti della “Carta dell’Urlo” per una nuova primavera della scuola pubblica.

 

Dalla Carta dell’Urlo:

 

3. L’inequivocabile processo di privatizzazione della scuola pubblica statale è inaccettabile. I presagi di Piero Calamandrei stanno diventando realtà. Già oggi non una sola scuola sarebbe in grado di aprire i battenti senza i contributi “volontari” delle famiglie. La Convenzione insieme alla Costituzione considera tale processo anticostituzionale a partire degli art. 3, 33 e 34 della nostra Carta Fondamentale, i quali disegnano una scuola dell’obbligo pubblica, laica e gratuita.

 

4. Il sostegno finanziario statale alle scuole paritarie private è anticostituzionale. La Convenzione chiede la soppressione della Legge 10 marzo 2000, n.62 che da anni aggira furbescamente il dettato dell’art. 33 della Costituzione: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

 

Ed infatti l’iniziativa bolognese è diventata oggetto di attenzione e di dibattito senza precedenti per un referendum locale. La ragione è semplice, esso sta assumendo, come del resto auspicavamo, un significato non solo locale ma decisamente più vasto, un significato che non riguarda solo Bologna ma l’Italia.

 

E’ di questi giorni l’intervento del Cardinale Bagnasco (ci sono vari link possibili, forse questo del Carlino va bene: http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/05/03/882709-cardin... ) con il quale si tenta ancora una volta, da parte delle curie romane, di scambiare un diritto essenziale, esigibile sempre e da chiunque, in un servizio aggiuntivo a domanda individuale.

 

Ma è ancora di oggi la risposta, inequivocabile, del Presidente onorario del Comitato referendario Art. 33 promotore del referendum, Stefano Rodotà (http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20130...à buona/) che in un articolo intitolato La buona azione di Bologna afferma tra l’altro:

 

Si svolge domenica 26 maggio a Bologna un referendum importante, difficile e rischioso. Ma la politica, quella vera, è anche, e in molti casi soprattutto, proprio capacità di assumere rischi quando sono in questione principi, quando bisogna cercar di promuovere mutamenti nella società e nel sistema politico-istituzionale. Oggi è più che mai necessario riprendere il filo, spezzato in questi anni, della politica costituzionale e della legalità che essa esprime.(…)
Il cardinale Bagnasco ha dichiarato che quel finanziamento permette allo Stato di risparmiare. Non comprende che non siamo di fronte a una questione contabile. Si tratta della qualità dell'azione pubblica, del modo in cui lo Stato adempie ai suoi doveri nei confronti dei cittadini. La consapevolezza di questi doveri si è assai affievolita in questi anni, e le conseguenze di questa deriva sono davanti a noi. È ottima cosa, allora, che siano proprio i cittadini a ricordarsene e a chiedere con un referendum che la legalità costituzionale venga onorata. (…) comunque si concluda questa vicenda, è stata fatta una buona azione civile, destinata a lasciare un segno nelle coscienze.

 

Come già è possibile intuire, le conseguenze pratiche ma anche simboliche dell’esito referendario, investiranno tutto il Paese.

 

Prima però dovremo riuscire a vincere e non sarà facile. Parrocchie, partiti, quotidiani e cooperative ...... che annusano il futuro business sono i nostri avversari. Davide contro Golia, i moschettieri contro Richelieu. Ma possiamo vincere. Con l’aiuto di tutti.

 

A questo proposito abbiamo lanciato un appello nazionale che racconta proprio di questo “Bologna riguarda l’Italia”. Chiunque può sottoscriverlo qui: http://referendum.articolo33.org/firma-lappello/

 

Il 24 maggio, in piazza Grande a Bologna, chiuderemo la campagna referendaria con una grande festa popolare.

 

Per tutte queste ragioni vi chiediamo di starci vicini, di rilanciare con piccoli gesti simbolici nelle vostre scuole l’Urlo che viene oggi da Bologna, di sottoscrivere e far sottoscrivere l’appello, di raggiungerci anche fisicamente a Bologna la sera del 24 maggio per la festa di chiusura della campagna referendaria: "Mettiti in ballo per la scuola pubblica".

 

Associazione nazionale “Una nuova primavera per la scuola pubblica”

 

www.urlodellascuola.it

 

Ulteriori riferimenti:

 

http://referendum.articolo33.org/

 

http://www.assembleascuolebo.org/